EPITOMA FVTVRISMO CÆLESTE
Non siamo noi a scorgerle nei
cieli: sono loro, se gliene diamo occasione, a rivelarsi.
Abitano
la memoria delle generazioni e attendono che lo sguardo, nel buio
della notte, restituisca loro un nome.
È qui che nasce il
pensiero simbolico: le stelle si trasmutano in Lettere Cælesti
tratte dallo strato siderale.
«Quando nell’alto il cielo
non aveva ancora un nome
e la terra in basso non era ancora stata
chiamata con il suo nome.
Quando nessun astro era ancora
visibile,
nessuno aveva ancora un nome,
quando i destini non
erano ancora stati stabiliti.»
— Enûma Eliš
Con l’Aerosol Writing gli
Elementi-Lettera si liberano dalla prigionia dei caratteri
mobili-immobili della stampa.
Le lettere ritrovano anima nei corpi
in movimento della città: carrozze, palinsesti in continua
riscrittura e flussi sotterranei dell’ipogeo urbano.
La
tradizione non si conserva: si riattiva.
La scrittura non deriva dalla
fonetizzazione.
Si manifesta come visibilità della lingua.
Prima
della parola fissata esiste il gesto che rende il segno leggibile nel
mondo.
Prima del tempo si inaugura
una coscienza simbolica:
gesto, geometria.
L’immagine non
imita:
organizza il reale.
Quando il segno smette di
essere soltanto rito
si fa permanenza:
pittografia, marchi,
sigilli, proto-scritture.
La scrittura emerge come soglia tra immagine e codice.
DE TE SAXA LOQVNTVR
La pietra parla perché il
segno non appartiene al tempo della voce, ma a quello della forma.
La
scrittura nasce dalla tensione tra ciò che passa e ciò che
resta.
La materia diventa medium.
Il mondo si fa leggibile.
L’alfabeto scaturisce da
una frattura e da un incontro: sistemi antichi, scritture arcaiche,
tradizioni mitiche.
Cadmo segna il passaggio: la lettera diventa
unità autonoma, forma che porta in sé suono e significato.
L’Elemento-Lettera non
rappresenta: costituisce.
È unità simbolica primaria.
È
organismo del segno.
È struttura che precede la lingua stessa.
La scrittura è sistema totale: gesto, immagine, suono, direzione.
Le sue forme fondamentali —
cuspide, cerchio, quadrato — non descrivono il mondo:
lo
organizzano.
Le direzioni del segno —
alto/basso, sinistra/destra — non sono neutre:
sono vettori di
pensiero.
Ogni scrittura è una posizione nel mondo.
Le civiltà non inventano la scrittura: la trasformano
Dal cuneiforme ai
geroglifici.
Dal protosinaitico alla tensione aniconica
ebraica.
Dal fenicio al greco.
Dall’etrusco al latino.
La scrittura attraversa le
civiltà mutando forma,
ma conservando la propria matrice
simbolica.
L’Elemento-Lettera è ciò che resiste alla dispersione del senso.
Non è convenzione.
È
struttura.
Non è codice.
È forma vivente.
Il Fvtvrismo Cæleste restituisce alla scrittura la sua natura originaria
Atto, visione, costruzione del reale.
Scrivere non è trascrivere
il mondo.
Scrivere è riattivarlo.
Gli Elementi-Lettera non sono
segni morti,
ma presenze operative del pensiero.
Ogni scrittura è una cosmologia in atto.
Prima di pronunciare
le parole:
«Chi
è senza peccato scagli la prima pietra.»
Cristo scrisse con il proprio dito sulla terra.
Prima della parola vi fu il
segno.
Prima della sentenza vi fu il gesto.
Il contenuto di quella scrittura non ci è stato tramandato.
Rimane il supporto.
La
terra.
La prima superficie.
La polvere fu il primo altare del
segno.
Successivamente l’uomo
elevò quel gesto
sulle pareti,
sulle architetture,
sui
monumenti.
La terra si fece
iscrizione.
Il gesto divenne civiltà.
L’epigrafe,
l’affresco,
il
graffito
continuarono ciò che era iniziato nella polvere.
Oggi quello stesso gesto
prosegue nel movimento della città contemporanea.
La superficie
statica diventa superficie mobile.
Il Fvtvrismo Cæleste non interrompe la continuità della scrittura.
Dalla terra al muro.
Dal
muro al treno.
Dal treno al futuro.
La scrittura cambia
supporto.
Non cambia missione:
lasciare un segno visibile
contro l’oblio.
«La storia è simile a
un’opera poetica,
quasi una poesia senza metrica.»
— Quintiliano
MAGIS INTELLEGI QVAM
LEGI PROMPTVM EST
È
più facile da comprendere che da leggere.
— Quinto Aurelio Simmaco, Epistolæ
L’Alfabeto Cæleste attesta
che la memoria del segno non si perde nell’oscurità,
ma
riaffiora nell’immaginario del dubsar:
il demiurgo scriba.
Ogni lettera custodisce
significati non riducibili alle scritture alfabetiche canoniche.
Il
valore ontologico della Lettera risiede nella sua interezza.
«I nomi e la loro esattezza sono per natura e non per convenzione.»
— Platone, Cràtilo
Nel Fvtvrismo Cæleste ogni
Elemento-Lettera incorpora legami cosmologici e mitologici.
Si
oppone all’insignificante.
Si oppone
all’insignificato.
Restituisce peso al segno.
Le Lettere Cælesti sono forma sacrale della scrittura.
Quando scriviamo,
leggiamo.
Quando leggiamo,
ascoltiamo.
Quando ascoltiamo,
ricreiamo.
Colui che scrive con la sola
mano risiede al livello inferiore.
Colui che scrive con il braccio
appartiene al livello superiore.
Ma nessuno può confrontarsi con
colui che scrive con il proprio cuore.
© FLYCAT
MMXIII–MMXXVI

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